La Fondazione Carispaq torna nella proprietà del Palazzo storico della Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila, oggi sede di Bper Banca

L’Aquila 27 Novembre 2023

È stato firmato questa mattina l’atto con il quale la Fondazione Carispaq ha acquistato da Bper Banca il Palazzo storico della Direzione Generale della Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila, in Corso Vittorio Emanuele II, 48, nel cuore del centro storico dell’Aquila.

E’ una giornata importante, un momento storico per la Fondazione Carispaq e per l’intera Comunità, che cade nel trentesimo anno di attività dell’Istituzione e a 164 anni dalla nascita della Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila, di cui la Fondazione è la continuazione storica.

Presenti all’incontro il Presidente della Fondazione Carispaq Domenico Taglieri, il Responsabile della Direzione Real Estate di Bper Banca Daniele Martignetti, il Presidente dell’Assemblea dei Soci Fabrizio Marinelli unitamente all’intero organo amministrativo e di indirizzo della stessa Fondazione. Ha presenziato all’incontro il Sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi. Presenti anche i precedenti Presidenti Roberto Marotta e Marco Fanfani e il Segretario Generale della Fondazione Carispaq David Iagnemma.

Con la firma di questa mattina si conclude un percorso lungo e complesso, avviato da tempo dagli amministratori dell’Istituzione, che consente alla Fondazione di riacquisire nel proprio patrimonio un bene di alto valore storico e architettonico, simbolo della storia, dei valori, dell’operosità della  Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila.

Si tratta di un’operazione rilevante che consente, inoltre, alla Fondazione di incrementare la diversificazione del proprio patrimonio, mediante un investimento “a reddito” nel settore immobiliare in un contesto di grande volatilità dei mercati finanziari.

L’immobile, posto al centro del Corso principale dell’Aquila, è uno dei più prestigiosi tra i palazzi storici della città per il suo valore culturale e architettonico; ha una superficie di circa settimila metri quadrati e si sviluppa su sei livelli.

Il Palazzo manterrà la sua storica destinazione direzionale con la presenza della filiale bancaria e degli uffici di Bper Banca, dei negozi a piano terra, degli uffici di una importante società di servizi all’ultimo piano; il 3° e 4° piano saranno utilizzati, a partire da gennaio 2024, da un prestigioso ente pubblico e ciò contribuirà anche alla rivitalizzazione del centro storico.  

Con l’acquisto del Palazzo Direzione Generale Carispaq la Fondazione rafforza la propria dotazione immobiliare nella città dell’Aquila; l’immobile va ad aggiungersi infatti a Palazzo dei Combattenti, sede dell’Istituzione, e a Palazzo Alferi de Torres in Piazza Santa Giusta, concesso in locazione all’Agenzia delle Dogane dei Monopoli.

L’edificio, progettato dall’Ing. Giulio de Angelis, protagonista della ricostruzione post unitaria di Roma, fu realizzato tra il 1886 e il 1892 e, ancora oggi, è protagonista della scena urbana di una zona sempre viva ed animata, luogo caro agli aquilani.

“L’operazione sottoscritta questa mattina – ha aggiunto la Presidente di Bper Banca Flavia Mazzarella – rappresenta un momento particolarmente importante per la città dell’Aquila e testimonia ancora una volta il forte legame che BPER Banca ha stretto con Fondazione Carispaq e con tutta la cittadinanza. Gli aquilani hanno dimostrato una grande voglia di rinascita dopo il terremoto del 2009, partendo dal loro carattere determinato, dalla volontà di rimettere in piedi le loro attività e di recuperare i luoghi simbolo del centro storico quale è questo edificio, che rappresentano l’anima di questa città. Ringrazio di cuore il Presidente Taglieri e coloro che lo hanno preceduto, con cui abbiamo avuto sempre un dialogo positivo e proficuo”.

“Esprimo la mia soddisfazione per il buon esito dell’operazione di riacquisto del Palazzo della Direzione Generale della Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila – ha dichiarato il Presidente della Fondazione Carispaq Domenico Taglieri – fortemente auspicata e condivisa da tutti gli Organi dell’Istituzione, che consente di riportare nel patrimonio della nostra Istituzione la proprietà di un immobile di grande pregio architettonico e valenza storica.

Il Palazzo, che oggi torna interamente nella proprietà della Fondazione, testimonia idealmente infatti la storia di un territorio, lo sviluppo della sua economia e della sua classe dirigente.

Un pensiero di gratitudine voglio rivolgerlo alla Presidente di Bper Banca Dott.ssa Flavia Mazzarella per l’attenzione riservata alla nostra Istituzione che conferma lo stretto legame di reciproca e fattiva collaborazione che da sempre anima i rapporti con Bper, di cui la Fondazione è storico azionista.

Colgo l’occasione per ringraziare inoltre tutti i componenti dell’Organo amministrativo, del Consiglio Generale e dell’Assemblea dei Soci per aver sostenuto convintamente l’operazione nonché i Presidenti che mi hanno preceduto, Marco Fanfani e Roberto Marotta, per aver sapientemente promosso l’operazione, avviata con un atto di prelazione all’acquisto a favore della Fondazione.

Ringrazio infine il nostro Segretario Generale, David Iagnemma, per l’impegno profuso con competenza e dedizione nella conduzione di una trattativa complessa.

La Fondazione – conclude Taglieri – con questa importante operazione ha voluto continuare a guardare gli interessi del territorio con lo stesso amore e la stessa lungimiranza degli amministratori che quasi 130 anni realizzarono il Palazzo, anteponendo in quel momento il decoro della Città ai problemi di natura strettamente finanziari”.

“BPER Banca si è dedicata con successo nell’opera di recupero di questo palazzo e siamo orgogliosi dei risultati ottenuti – ha continuato Daniele Martignetti Responsabile Direzione Real Estate Bper Banca – L’intervento è stato possibile attraverso una stretta collaborazione tra pubblico e privato che ha consentito di completare i lavori di miglioramento nei tempi previsti. Si tratta di un immobile che oltre al valore storico e artistico, è rappresentativo per la storia prima di Carispaq e poi di BPER. La nostra Banca continuerà a occupare alcuni spazi dell’edificio, ma la cessione alla Fondazione rappresenta un fatto significativo perché amplia e diversifica le possibilità di utilizzo dell’edificio a beneficio di tutta la città”.

“La Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila è stata certamente la protagonista della vita produttiva, ha guidato lo sviluppo socio-economico del nostro territorio, è stata il punto di riferimento dell’intero tessuto socio-produttivo, favorendo l’integrazione tra le istituzioni e le forze più capaci della comunità locale – ha spiegato Fabrizio Marinelli Presidente dell’Assemblea dei Soci della Fondazione Carispaq –  La realizzazione del palazzo di Corso Vittorio Emanuele II, per il suo pregio architettonico, per i riflessi che ebbe sul tessuto urbano della città, per le motivazioni di fondo che furono alla base dell’investimento, di dimensioni cospicue per la Cassa di quei tempi, è altresì la testimonianza più chiara del legame profondo fra la Cassa ed il territorio e della sua simbiosi con la Città». 

Per il Sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi si tratta “… di una operazione economica di grande valore simbolico con cui Fondazione Carispaq e Bper riconfermano la loro attenzione per L’Aquila. Da sempre il Palazzo della Direzione generale della Carispaq è stato un luogo pulsante della vita in centro storico, sede non solo di un istituto bancario, ma anche di iniziative culturali e artistiche di pregio. Un punto di riferimento che oggi assume un significato ancora più forte per la comunità, un ulteriore tassello per la rigenerazione della città, anche grazie ai circa 70 dipendenti Usra che si trasferiscono proprio nel palazzo della Fondazione in ragione di un sistema di relazioni sociali che si fa sempre più rete”.

IL PALAZZO DIREZIONE GENERALE DELLA CASSA DI RISPARMIO DELLA PROVINCIA DELL’AQUILA in C.so Vittorio Emanuele II n. 48 a L’Aquila

Il Palazzo della Direzione Generale Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila fu realizzato tra il 1886 e il 1892 su progetto dell’architetto romano Giulio De Angelis che aveva già firmato alcuni tra gli interventi più prestigiosi intorno a Piazza Colonna a Roma.

L’edificio fu costruito su un terreno acquistato dalla Cassa di Risparmio al Comune dell’Aquila situato nel cuore del centro storico, lungo l’asse viario principale. Corso Vittorio Emanuele II, infatti, rappresentava una delle zone che si caratterizzava, in quegli anni post unitari, come centro direzionale della città perché vi insistevano, tra gli altri, la sede del Comune, il Tribunale di Giustizia, la Banca Nazionale e il Banco di Napoli.

Dalla lettura dei verbali dell’organo amministrativo della Cassa di quei tempi, emergono chiare la lungimiranza e la sensibilità per le esigenze della Comunità di quegli amministratori della Cassa, espressione di un ceto dirigente illuminato e di un ambiente culturale consolidato, i quali anteposero il decoro della Città ai problemi di natura strettamente finanziari derivanti dalla sproporzione fra l’impegno economico da assumere per la realizzazione dell’opera e le risorse a disposizione. “L’opera – secondo quanto affermava il consigliere Gentileschi nella seduta del Consiglio d’Amministrazione della Banca del 24 marzo 1885 – serviva più che a dotare di una propria sede la Cassa di Risparmio, a soddisfare il desiderio della cittadinanza aquilana di vedere eseguito, per il decoro della città, il progetto dell’illustre architetto romano Giulio De Angelis, quando né il Comune, né i privati erano stati in grado di porlo in attuazione”.

L’intervento per la realizzazione del Palazzo si configura quindi come espressione di quel particolare vincolo che lega da sempre la Cassa di Risparmio alla Città e che, in qualche modo, ha anche imposto nel tempo all’Istituto di essere sempre presente nei momenti di difficoltà.

La costruzione del Palazzo prese il via il 22 marzo 1886 e durò sei anni comportando un rilevantissimo impegno economico da parte della Banca per quei tempi; ma l’opera rivestiva un’importanza che andava al di là della semplice realizzazione di una sede idonea all’ istituto bancario nato alla metà dell’Ottocento.

Il progetto, che prevedeva la demolizione di alcune strutture esistenti, intervenne infatti a ridisegnare tutta l’area, con l’allargamento del Corso principale e la realizzazione dei portici, diventando così modello per i successivi interventi architettonici. Con questa impostazione si è andato a configurare Corso Vittorio Emanuele II come lo vediamo ancora oggi, che con gli altri palazzi porticati ha rappresentato una scena urbana sempre viva e animata, luogo delle passeggiate e della socialità “rete di percorsi e relazioni che hanno influenzato fortemente la vita e la formazione degli aquilani” (cit. Marcello Vittorini).

L’architetto De Angelis nel progettare il Palazzo della Direzione Generale della Cassa di Risparmio, interpretò in pieno la sensibilità e il gusto architettonico che aveva caratterizzato le grandi trasformazioni delle più importanti città dell’Italia unita. Uno stile che si riferisce alla tendenza neoclassica nella citazione degli ideali e dell’apparato formale dell’architettura greca e romana, che propone una razionalità delle forme unita ad elementi costruttivi innovativi.

La Cassa di Risparmio, con la realizzazione del palazzo porticato, intervenne così a sostegno di un vasto programma di riassetto urbano della Città e di realizzazione di nuove opere pubbliche che il Comune aveva iniziato a promuovere a partire da metà Ottocento per la riqualificazione del centro cittadino. Un intervento che si configura ancora oggi come l’espressione di quel particolare vincolo che lega da sempre la Cassa di Risparmio alla Città.

I Quattro Cantoni divennero così il centro direzionale della città in quanto nei suoi pressi si trovavano gli edifici pubblici più importanti: oltre alla Cassa di Risparmio, il Palazzo di Giustizia, quello delle Poste, il Municipio, l’Intendenza di Finanza, l’Istituto Tecnico, il Convitto Nazionale, il Banco di Napoli, la Banca Nazionale, il Teatro Comunale e i principali alberghi, caffè e negozi.

L’Istituto, allo stesso tempo, attraverso questa operazione, vide accrescere enormemente il proprio credito in ambito cittadino; riuscì a dotarsi di una nuova sede di grande prestigio, che esprimeva, anche simbolicamente, la centralità che esso stava acquisendo all’interno del tessuto sociale ed economico.

L’intervento nella realizzazione del palazzo si configura quindi come l’espressione di quel particolare vincolo che lega da sempre la Cassa di Risparmio alla Città e che, in qualche modo, ha anche imposto nel tempo all’Istituto di essere sempre presente nei momenti di difficoltà.

Il Palazzo della Cassa di Risparmio ha quindi accompagnato la storia della nostra Comunità, ha testimoniato, usando le parole del Prof. Francesco Sabatini, “la punta avanzata di un ampio processo di trasformazione socio-culturale”.

Nel 1944, con la Liberazione, la Cassa di Risparmio fu la prima banca a riaprire i battenti a L’Aquila.

Successivamente, a seguito della ricostruzione post bellica, il palazzo fu modificato con la realizzazione di una moderna sala centrale nello spazio del cortile interno per garantire la funzione pubblica dell’istituto bancario.

Nel 1992, nell’ambito del processo di privatizzazione delle Casse di Risparmio, si attuarono gli atti istituzionali che portarono a scorporare dalla Cassa di Risparmio l’azienda bancaria per conferirla alla neocostituita Carispaq s.p.a. e ad attribuire all’ente pubblico scaturito da questo passaggio, a sua volta costituito come Fondazione Cassa di Risparmio della provincia dell’Aquila, la proprietà delle azioni costitutive della Carispaq S.p.A..

La struttura dei legami proprietari tra Fondazione e Carispaq s.p.a. fu definita nelle modalità seguenti: la Carispaq S.p.A. risultò conferitaria di tutte le attività e passività dell’ente conferente, ad esclusione di 300 milioni di lire conferiti alla Fondazione per le spese iniziali di gestione; la Fondazione divenne titolare del controvalore della somma algebrica di tali attività e passività, contabilizzata per circa 104 miliardi di lire.

L’immobile della Direzione Generale nell’ambito della suddetta operazione di scorporo fu conferito alla Carispaq S.p.A., successivamente incorporata in Bper Banca S.p.A.,

La Fondazione Carispaq, continuazione storica della Cassa di Risparmio della provincia dell’Aquila, nel riconoscere il grande valore dell’immobile, quale testimonianza chiara del profondo legame esistente fra la Cassa ed il territorio, in data 16.1.2015, ha sottoscritto con Bper un patto di prelazione di durata decennale con il quale la stessa Bper si è impegnata a preferire a parità di condizioni la Fondazione quale contraente in caso di vendita della piena proprietà dell’immobile.

L’immobile, danneggiato dal sisma del 2009, è stato riaperto il 30 luglio 2021 dopo un attento restauro che ha consentito il consolidamento sismico, l’efficientamento dal punto di vista energetico e il rinnovo di tutti gli impianti meccanici e tecnologici. L’edifico rappresenta uno dei più importanti palazzi del centro storico della città, affacciandosi sul Corso principale, recentemente interessato anche dalla completa ripavimentazione.

Bper Banca, a partire dal mese di agosto 2021, ha trasferito nell’immobile di Corso Vittorio Emanuele n. 48 tutti gli uffici ed il personale collocati, all’indomani del sisma del 6 aprile 2009, nel complesso direzionale “Strinella 88” in Via Pescara a L’Aquila.

La decisione di Bper Banca di tornare nel centro storico dell’Aquila ha rappresentato un gesto di grande attenzione della Banca per il nostro territorio e di vicinanza alla popolazione; si è trattato di un passo fortemente auspicato e sollecitato dalla Fondazione, nella convinzione che ciò avesse potuto contribuire alla rivitalizzazione del centro storico dell’Aquila.

Oggi 27 novembre 2023, è stato firmato l’atto con il quale la Fondazione Carispaq ha acquistato da Bper Banca il Palazzo storico della Direzione Generale della Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila, in Corso Vittorio Emanuele II, 48, nel cuore del centro storico dell’Aquila.

Con la firma di questa mattina si conclude un percorso lungo e complesso, avviato da tempo dagli amministratori dell’Istituzione, che consente alla Fondazione di riacquisire nel proprio patrimonio un bene di alto valore storico e architettonico, simbolo della Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila, di cui la stessa Fondazione è la continuazione storica.


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