La Fondazione Carispaq ha ospitato la presentazione del libro “Santa Maria di Collemaggio la Basilica del Perdono” ospite Gianni Letta

L’Aquila 15 giugno 2024 –

Il restauro della Basilica di Collemaggio ci ha messo di fronte ad un impegno straordinario e inatteso, corale e condiviso. Un impegno che riguardava non solo la sfida tecnica della ricostruzione di uno dei monumenti più devastati dal sisma, non solo le difficoltà di un restauro problematico e complesso nelle sue scelte critiche e operative – che ha visto la Soprintendenza alla guida dell’intero processo di progettazione ed esecuzione – non solo la necessità di far convivere quel lavoro con l’immensa responsabilità dei compiti connessi alla ricostruzione di tutto il patrimonio culturale in città e nel territorio. È stato infatti un impegno che investiva la restituzione – fisica ed emozionale – di un simbolo della città, della storia, dell’arte e della fede, nel quale la ricostruzione è diventata il motore che alimenta e moltiplica il senso dell’identità collettiva della comunità nella sua appartenenza ai luoghi e alla sua storia. 

L’Aquila, città di terremoti, da sette secoli crolla e rinasce su sé stessa. Ed è in questa storia di cadute e resurrezioni che ha maturato e consolidato, al suo interno e nella sua storia, una capacità di reagire e di riscoprirsi nuovamente. In questo difficile cammino la “Basilica ritrovata” ha rappresentato un formidabile segno di rinascita per la comunità, che ha saputo riprendersi dal primo istante il suo luogo simbolico e fondativo e, con esso, riprendersi parte del suo futuro. La riappropriazione e la riscoperta si sono immediatamente dispiegate attraverso l’ininterrotto svolgimento di liturgie, cerimonie ed eventi, oltre alle tante visite di cittadini e curiosi, turisti e studenti.

La Basilica è poi diventata anche l’immagine-chiave del concept che ha ispirato l’allestimento dello spazio dedicato all’Aquila nel padiglione “Rinasco” nel Meeting “UNESCO Creative Cities” svoltosi a Fabriano nel giugno 2019. In un luogo di confronto e riflessione dedicato alla resilienza di città investite da tragedie e catastrofi – come Palmira, Aleppo, Haiti, Mosul, Kobe – L’Aquila ha scelto di raccontarsi con una multivisione in cui la suggestiva sequenza di immagini tra passato, presente e futuro mette la Basilica al centro delle emozioni dello spettatore. Immagine sugli schermi ma anche luogo virtuale nel quale immergersi, attraversando il varco della Porta Santa e camminando sul pavimento bianco rosato riprodotto a terra, conferma la sua capacità di straordinaria forza evocativa e di moltiplicatore di emozioni in tutte le diverse fasi della sua vita: nella sua costante e iconica presenza nella storia cittadina, nella sua distruzione, nella sua rinascita. Pochi mesi dopo, a dicembre 2019, l’iscrizione della Festa della Perdonanza celestiniana nella Lista del Patrimonio Immateriale dell’Umanità ha concluso un anno intenso ed emozionante per la ricostruzione del legame tra la città e il suo principale luogo fondativo e identitario.

Oltre al valore simbolico e di appartenenza per la comunità, e di attrazione per i flussi turistici crescenti che stanno riscoprendo una città d’arte dalla grande storia, l’esperienza di Collemaggio si è immediatamente manifestata anche come caso esemplare di restauro. Un intervento che ha saputo raccogliere l’interesse e le attenzioni di studiosi e specialisti di settore, per la sua storia complessa, i disastrosi terremoti e i disinvolti restauri che l’hanno investita, la recente nuova devastazione, il modello organizzativo e gestionale messo in campo e, infine, il suo completo recupero in tempi record. Costantemente al centro delle attenzioni del mondo scientifico e dell’alta formazione, il restauro della Basilica è stato oggetto di  conferenze, incontri, visite didattiche e confronti, anche di livello internazionale, che si sono susseguiti senza sosta fin dall’inizio dei lavori e che non sembrano destinati ad interrompersi. 

Nel novembre 2018, a Venezia, le immagini della Basilica recuperata facevano da sfondo alla sessione di apertura della Conferenza “Cherishing Heritage”, evento chiave dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale promosso dalla Commissione Europea e da ICOMOS in cui venivano presentati i principi di qualità per gli interventi sul patrimonio culturale (“European Quality Principles for EU-funded Interventions with Potential Impact upon Cultural Heritage”). Lì, all’apertura dei lavori, la Presidente della Commissione Cultura del Parlamento Europeo e relatrice del Programma “Europa Creativa” Silvia Costa, commentava così le foto della Basilica devastata e ricostruita “Ho scelto queste immagini … come simbolo dello straordinario impegno nella ricostruzione dell’Aquila negli ultimi dieci anni … un caso unico in Europa di ricostruzione post sisma di un’intera città d’arte. È stato un intervento impostato secondo i principali indirizzi di qualità che questa conferenza sta discutendo… Il valore di questa immagine contribuisce – nei suoi aspetti operativi, razionali, emozionali – alla definizione di un approccio integrato di qualità al patrimonio culturale in circostanze eccezionali … Restaurare il patrimonio culturale dopo una tragedia venendo incontro ai valori e alle aspettative delle comunità costituisce un aspetto intrinseco della qualità, un modo di ricostruire e ripristinare anche la speranza e la fiducia”.

E solo pochi mesi dopo, nel maggio 2020, l’assegnazione del prestigioso Premio Europeo del Patrimonio “European Heritage Award/Europa Nostra Award 2020”, ha riconosciuto il restauro della Basilica di Collemaggio – unico caso italiano tra gli otto premiati nella categoria “Conservazione” in tutta Europa, come un “paradigma di buona pratica da seguire nella conservazione di siti gravemente danneggiati in tutto il mondo”. La sua capacità di rappresentare la rinascita della città, la partecipazione della comunità, la sinergia pubblico-privato e la collaborazione istituzionale con il coinvolgimento di tre università, il rigoroso approccio multidisciplinare tecnico scientifico sono stati sottolineati come elementi fondanti del riconoscimento assegnato dalla Giuria. Nel novembre successivo viene attribuito al restauro della Basilica anche il Grand Prix, che lo consacra definitivamente come unica eccellenza europea del 2020  nella conservazione dei momumenti.

Il racconto proposto da questo volume intende dare senso e sostanza anche a questo percorso: fino a ieri un prestigioso risultato raggiunto, da oggi anche un importante punto di avvio per un cammino e una storia che avranno ancora molto da raccontare.


Galleria di foto