La Fondazione Carispaq per il Bimillenario di Ovidio

Il 2017 è l’anno del bimillenario della morte del grande poeta della classicità Publio Ovidio Nasone nato a Sulmona il 20 marzo del 43 a.C. Per tutto questo anno e non solo, sono in previste numerose ed importanti iniziative per ricordare la figura di uno dei più grandi esponenti della poesia elegiaca di tutti i tempi. Per questo la Fondazione Carispaq sosterrà le iniziative di maggior rilievo del cartellone preparato dall’apposito Comitato tra cui il convegno internazionale che aprirà il programma delle celebrazioni.

Ovidio fu autore di molte opere, il cui corpus è tradizionalmente suddiviso in tre sezioni. La prima parte, che si colloca tra il 23 a.C. e il 24, è rappresentata dalle opere elegiache di argomento amoroso e comprende gli Amores, le Heroides (Epistulae heroidum) e il ciclo delle elegie a carattere erotico-didascalico. La seconda parte, tra il 2 e l’8, è caratterizzata dalle Metamorfosi e dai Fasti. La terza e ultima parte, compresa tra l’8 e la morte, include le elegie dell’invettiva e del rimpianto: Tristia (Tristezze), Epistulae ex Ponto (Lettere dal Ponto), Ibis. Fu autore anche di altre opere, andate oggi perdute, tra cui una Gigantomachia e una tragedia, la Medea.

La fama di Ovidio fu grande in vita quanto nelle epoche successive alla sua morte: ne riprendono i temi o ne imitano lo stile, tra gli altri, Dante AlighieriFrancesco PetrarcaGiovanni BoccaccioLudovico AriostoWilliam ShakespeareGiambattista Marino e Gabriele D’Annunzio.[3] Inoltre, innumerevoli sono gli spunti che le Metamorfosi hanno fornito a pittori e scultori italiani ed europei.


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