Al via il cantiere di restauro del “Torrione”

Con la firma del contratto di affidamento dei lavori, si dà il via al cantiere di restauro del Torrione dell’Aquila il cui progetto è stato presentato oggi presso la sede della Fondazione Carispaq.

All’incontro hanno partecipato: il Presidente della Fondazione, Domenico Taglieri, il Sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, la Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città dell’Aquila e i comuni del cratere, Alessandra Vittorini, il Presidente dell’ANCE L’Aquila, Adolfo Cicchetti. L’intervento di recupero del Torrione è stato interamente finanziato dalla Fondazione Carispaq con uno stanziamento di 183 mila euro mentre la progettazione è stata curata dall’ANCE L’Aquila che seguirà anche la direzione dei lavori. La Fondazione, inoltre, gestirà direttamente la realizzazione dell’intervento ai sensi dell’art. 20 del Codice degli Appalti (opera pubblica realizzata a cura e spese del privato), seguendo il percorso amministrativo già sperimentato con successo dalla stessa Fondazione per la riqualificazione di Parco del Castello recentemente restituito alla città, sulla base di apposita convenzione sottoscritta con il Comune dell’Aquila.

L’attuale Torrione testimonia la medievale infrastruttura idraulica che consentiva di portare l’acqua dal vicino canale a superficie libera chiamato Formale fino al pianoro in cui esisteva la giovane città, superando, con un acquedotto in pressione, il dislivello ancora oggi misurabile dai piedi fino alla sommità della collina storicamente urbanizzata. Isolato nel territorio rurale, il Torrione si collegava, tramite un condotto a pressione, con un’altra perduta torre più piccola e posizionata a monte, per arrivare alla Casetta dei Fontanari, posta a lato dell’attuale sede dell’Ance, che a sua volta raccoglieva l’acqua del suddetto Formale. Il condotto, denominato Maestro, di circa 640 mt con sifoni rovesci e con due torri – arieti idraulici, fu realizzato, a partire dal 1308, con conci di pietra e giunto a bicchiere e permetteva di servire una popolazione di circa 10-15 mila abitanti con una portata di circa 6 litri al secondo (fig. 1). Il serbatoio terminal urbano dell’acquedotto era prospiciente la chiesa Madonna del Carmine, confermato anche con la realizzazione del successivo e più prestante acquedotto di S. Giuliano. Il tempo causa l’abbandono e il degrado del Torrione, il quale è avvolto dalla urbanizzazione iniziata nella seconda metà del secolo scorso secondo una logica di crescita della città per parti. Il sisma del 2009 ha causato una ulteriore riduzione dimensionale con cospicue perdite di materiale costruttivo. Il progetto del Torrione ha inteso seguire due priorità qualitative: di prodotto e di processo. Mentre per il primo si attende una valutazione terza che può avvenire in questa fase preparatoria e nella successiva fase post realizzazione, per quanto riguarda il secondo obiettivo qualitativo può essere utile esporre i principali aspetti. Il ruolo e la delicatezza culturale del Torrione e dell’area circostante, associata alla riconoscibilità e alla identità dell’intero quartiere realizzato a partire dagli anni 60 anni, hanno favorito la convergenza dei saperi e delle conoscenze istituzionali verso un approccio progettuale facilitatore dei processi decisionali multilivello e pluridisciplinare. La nostalgia di rivendicazioni paternalistiche iniziatiche o di disposizioni progettuali autoriali sacerdotali è stata superata da una garbata espressione alla pari dei e tra i saperi dove le diverse competenze hanno esposto la relazione problema-soluzione all’interno di un processo progettuale di mutuo scambio del possibile. Nel progetto si ritrovano brani provenienti da ambiti culturali e istituzionali molteplici: il Comune di L’Aquila ha offerto temi e competenze sulla mobilità, sulla disabilità, sulla manutenibilità e sui servizi pubblici; la Soprintendenza di L’Aquila sui temi archeologici, storici monumentali e di paesaggio urbano; la Fondazione Carispaq sugli aspetti economico-finanziari e quelli legati dall’essere anche il committente dei lavori; l’ANCE L’Aquila per aver consentito la progettazione e chiarito aspetti generali sugli appalti; il prof. Fabio Redi, già ordinario della Università dell’Aquila, per l’esposizione di possibili e alternativi quadri conoscitivi storici che potranno trovar conferma in opera (l’attuale Torrione può derivare dal riuso medievale di una tomba a torre romana del II secolo d.c. disposta sulla Claudia Nova). Nel merito, il progetto prevede alcuni temi: 1. verifica delle ipotesi sulle origini e sulla evoluzione del manufatto con metodi e strumenti delle scienze archeologiche; 2. opere di manutenzione con interventi che rientrano nell’ambito culturale del restauro e del consolidamento senza cadere nell’errore di ipotesi riconfigurative di un temporalmente esitante stato ante; 3. la riqualificazione dell’area prospiciente la torre con la rimozione delle attuali sovrastrutture e degli usi incompatibili con il valore del manufatto. La soluzione proposta non entra in competizione con il Torrione aprendo lo spazio a favore di una riconfigurazione e riorganizzazione planare ad esso convergente. Pertanto, i materiali e gli elementi che compongono il nuovo spazio pubblico (sedute, cordolature, paracarri, segnapassi, totem, illuminazione, fontana, pensilina autobus) sono in subordine spaziale rispetto al Torrione con una disposizione sul suolo rivolta ad esso. Lo storico legame con il tema dell’acqua sarà riattualizzato con la realizzazione di una nuova fontana. I valori testimoniali e documentali del Torrione saranno esposti in pannelli informativi, mentre l’attenzione ai diversamente abili permette di introdurre temi di accessibilità e di comunicabilità attraverso una pluralità di linguaggi (fig. 2). Per ultimo, il vantaggio di una scrittura collettanea la si intravede nella direzione dei lavori quando il progetto potrà essere sottoposto a verifica a partire dalle evenienze archeologiche, così come la pluralità delle conoscenze istituzionali e disciplinari potranno essere coinvolte nelle verifiche in base alle condizioni contestuali derivanti dalle indagini preventive. Infine, la compresenza di saperi ha permesso la crescita professionale della giovane progettista.


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