La Fondazione Carispaq ha sostenuto il dibattito sulla violenza agli operatori sanitari come violenza di genere organizzato dal Rotary L’Aquila
-28 novembre 2024 – Oltre il 70% delle aggressioni in ambito sanitario colpisce il personale femminile, con al primo posto le infermiere. Una lunga scia di violenza senza fine. L’incontro del Rotary Club L’Aquila che ha affrontato il problema alla presenza di figure femminili divenute simboli
Il dato che denuncia una lunga scia di violenza è del sindacato Nursing Up che lo ha ricordato proprio nella Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne. Le infermiere molto spesso sono abbandonate a loro stesse e possono contare esclusivamente sull’aiuto degli agenti di vigilanza presenti negli ospedali. Alla violenza non c’è mai una giustificazione, ma sentirne parlare, sempre più spesso, in luoghi deputati alla cura e al benessere della persona, dove il personale infermieristico, per la maggior parte di genere femminile, si prodiga senza sosta, anche in considerazione anche dell’enorme carenza di numero, ha veramente il sapore amaro dell’inciviltà e della barbarie. E non si tratta solo di casi di violenza sessuale da parte di medici e superiori, sempre più spesso la cronaca rimanda a casi di infermiere strattonate, malmenate, umiliate, aggredite fisicamente e verbalmente dai pazienti e dai parenti dei pazienti (come accaduto di recente anche a Pescara dove sono stati aggrediti medici e personale ed è stato devastato il reparto di Oncologia da parte dei parenti di un defunto ndr). In una giornata che non sia il 25 novembre, quella deputata al contrasto della violenza di genere, a L’Aquila si è tornato a parlare di aggressioni, nell’Auditorium messo a disposizione dalla Fondazione Carispaq, “Per fare in modo che i riflettori non vengano mai spenti”, ha chiarito ancora la dottoressa Ianni


















