“Il Mammut del Castello. Settant’anni dalla sua scoperta. Nuovi dati nel quadro dell’evoluzione ambientale del Pleistocene”

Presentazione atti del Convegno promossa dal Museo Nazionale d’Abruzzo e dalla Fondazione Carispaq –

L’Aquila 10 luglio 2025 – Il Museo Nazionale d’Abruzzo e la Fondazione Carispaq hanno presentato, presso il Bastione Est del Castello Cinquecentesco dell’Aquila, il volume “Il Mammut del Castello – Settant’anni dalla sua scoperta. Nuovi dati nel quadro dell’evoluzione ambientale del Pleistocene”. Si tratta della pubblicazione degli atti del Convegno tenutosi il 5 ottobre 2024 a chiusura delle celebrazioni del 70° anniversario del ritrovamento dello scheletro fossile che ha fatto il punto sulle conoscenze geologiche e paleontologiche del territorio aquilano nel Quaternario presentando anche i risultati acquisiti sull’esemplare durante e dopo l’ultimo restauro.

I contributi raccolti nel volume presentato ieri offrono una visione ampia e multidisciplinare a testimonianza dell’eccezionalità del reperto, del valore della ricerca scientifica e della conservazione nel tempo. Il libro costituisce una base di riferimento per studi futuri e, al contempo, intende essere un omaggio al contributo che questo straordinario esemplare ha dato, e continua a dare, alla conoscenza del Pleistocene italiano.

All’evento hanno partecipato i curatori del volume: la Direttrice del MuNDA Federica Zalabra, il geologo Silvano Agostini, la paleontologa Maria Adelaide Rossi e uno degli autori, l’anatomopatologo Leonardo Della Salda. Hanno portato i saluti il Segretario generale della Fondazione Carispaq David Iagnemma, l’Assessore al Turismo del Comune dell’Aquila Ersilia Lancia e l’Assessore del Comune di Scoppito Tommaso Ciancarella.

“Nel rapporto virtuoso tra Museo e territorio – dichiara Federica Zalabra direttrice del MuNDA – anche lo scheletro fossile del Mammut si colloca come dispositivo privilegiato per attivare una narrazione tra le due parti all’interno della quale la ricostruzione del contesto di provenienza delle opere offre un “pre-testo” a tale racconto. Il Mammut, al pari delle opere storico artistiche, è depositario di memorie collettive e individuali che si riattualizzano nello spazio del Museo attraverso l’incontro con il visitatore, secondo una modalità di divulgazione ma anche di accrescimento della conoscenza. Da qui il ruolo del Museo come custode di memorie”.

La Fondazione Carispaq, nella costante attività di sostegno alla ricerca scientifica, ha supportato la pubblicazione degli Atti del Convegno e contribuito all’organizzazione della presentazione degli stessi. “Il volume – aggiunge il Presidente della Fondazione Carispaq Domenico Taglieri – è il modo migliore per celebrare un anniversario così importante. Il convegno di studi organizzato ad ottobre 2024, ha consentito l’approfondimento e il confronto delle conoscenze già acquisite dagli studiosi, opportunamente integrate con le scoperte effettuate a seguito dell’ultimo restauro. Il Mammut del Castello è una testimonianza identitaria impressa nell’immaginario collettivo che costituisce anche un grande attrattore soprattutto per i più piccoli; una tappa fondamentale per la crescita di molte generazioni, come dimostra il successo di pubblico che questo reperto registra ogni volta che il Museo Nazionale d’Abruzzo ne organizza le visite”.

L’obiettivo di questa iniziativa, condiviso tra l’istituzione museale e la Fondazione bancaria, è stato quello di voler generare valore per il presente e il futuro, realizzando uno strumento fondamentale di conoscenza e crescita culturale della comunità.



Galleria di foto