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Martedì, 11 Dicembre 2018 10:38

La Fondazione CARISPAQ e l’associazione PRONATURA L’Aquila custodi della biodiversità del Giardino Alpino di Campo Imperatore Featured

E’ stato presentato oggi presso la sede della Fondazione Carispaq il progetto “Una storica realta’ da valorizzare: il Giardino Alpino di Campo Imperatore” dell’Associazione ProNatura L’ Aquila, sostenuto dalla Fondazione Carispaq.

 

E’ stato presentato oggi presso la sede della Fondazione Carispaq il progetto “Una storica realta’ da valorizzare: il Giardino Alpino di Campo Imperatore” dell’Associazione ProNatura L’ Aquila, sostenuto dalla Fondazione Carispaq.

L’intervento prevede lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria del Giardino, necessari a contrastare i danni causati dalla rigidità del clima invernale e dallo scioglimento della neve durante la primavera. L’obiettivo è quello di valorizzare gli ambienti di alta quota ed in particolare del comprensorio di Campo Imperatore, sia dal punto di vista naturalistico che didattico – divulgativo.

Alla Conferenza stampa hanno partecipato il Presidente della Fondazione Marco Fanfani, la presidente di ProNaturaLaura Asti, il direttore del Dipartimento Mesva dell’Università dell’Aquila di cui fa parte il Giardino Alpino Guido Macchiarelli e la responsabile scientifica del Giardino Loretta Pace. Quest’ultimi hanno voluto ringraziare pubblicamente la Fondazione Carispaq e l’Associazione ProNatura per aver mostrato sensibilità ed impegno per questa importante realtà nel panorama naturalistico abruzzese.

Il Giardino Alpino dell’Università dell’Aquila, situato nel comprensorio del Gran Sasso d’Italia, fu fondato nel 1952 dal botanico Vincenzo Rivera, con l’intento di sperimentare ed acclimatare le piante foraggere dei pascoli montani che rappresentavano una indispensabile risorsa per l’allevamento del bestiame.Negli anni, il Giardino Alpino, oltre alle funzioni scientifico-didattiche, assunse notevole importanza ai fini turistici e di promozione dell’educazione scientifica e della cultura ambientale.Esso rappresenta un’oasi di conservazione e ridiffusione di piante in pericolo di estinzione sia nell’ambito del territorio del Parco del Gran Sasso che dell’Abruzzo. La bellezza e la complessità della flora e della vegetazione del Gran Sasso sono il risultato di eventi di varia origine che si sono succeduti e intersecati tra loro nel corso dei millenni e che hanno selezionato un prezioso contingente botanico, rappresentato da entità di diversa provenienza geografica. Esse costituisconoun importante richiamo per gli escursionisti, attratti dalle sorprendenti ed inaspettate fioriture, tra le quali la stella alpina, la genziana, il genepì, l’androsace di Matilde el’adonide curvata. Quest’ultima, il cui nome scientifico è Adonis distorta, fu descritta dal botanico ottocentesco di origine abruzzeseMichele Tenore. E’ una pianta erbacea a fiori gialli, endemica delle più alte cime dell’Appennino Centrale, ed è stata recentemente eletta pianta simbolo della Regione Abruzzo dalla Società Botanica Italiana.Le rigide condizioni climatiche consentono la fruizione del Giardino solo per il breve periodo estivo. Le attività di ricerca continuano per tutto l’arco dell’anno presso l’Università dell’Aquila, dove è anche in fase di riorganizzazione un percorso espositivo dedicato agli aspetti botanici, zoologici, geologici ed ecologici dell’ambiente appenninico. Le attività del Giardino sono state finanziate dal 1997 fino al 2009 dalla L.R. 9/4/1997, n. 35 “Tutela della biodiversità vegetale e la gestione dei giardini ed orti botanici”.

 

Foto 1. Il Giardino Alpino di Campo Imperatore “Vincenzo Rivera”

 

Foto2.Adonis distorta coltivata nelle aiuole del Giardino Alpino

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