Sabato, 10 Novembre 2012 10:47

Fondazione Carispaq: riaperta Porta Napoli

Grande partecipazione per la riapertura di Porta Napoli all’Aquila restaurata dalla Fondazione Carispaq.

Grande partecipazione di autorità e di cittadini per la riapertura di Porta Napoli all’Aquila. A tre anni e mezzo dal terremoto torna di nuovo percorribile uno degli ingressi principali alla città grazie ad un complesso intervento di recupero finanziato interamente dalla Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila.

Sono serviti un anno  e mezzo di lavori e un finanziamento di quasi 380mila euro per restituire alla città e ai suoi abitanti uno dei luoghi simbolo e riaprire al traffico i due viali di Porta Napoli e Francesco Crispi. Uno dei monumenti maggiormente danneggiati dal sisma del 6 aprile 2009  da oggi torna agli antichi splendori grazie ad un sapiente intervento di restauro che ci restituisce l’originario aspetto sia per quanto riguarda la struttura, sia per l’apparato decorativo e che per la cromia delle murature. Utilizzando le opere provvisionali di puntellamento, eseguite dai Vigili del Fuoco, anche come ponteggiature, si è intervenuti con un attento lavoro di consolidamento attraverso il posizionamento di opportune tirantature di contrasto eseguendo così anche il necessario adeguamento sismico; si è poi passati alla ricostituzione del paramento lapideo anche attraverso la reintegrazione di conci distrutti dal sisma, per concludere con la pulitura, reintegrazione, consolidamento, protezione e riequilibratura cromatica delle intonacature e dell’intero edificio. “Porta Napolidichiara il Presidente della Fondazione Carispaq Roberto Marotta - è storicamente  l’ ingresso principale alla città dell’Aquila, quello più rappresentativo, uno dei suoi  luoghi  simbolo. Per questo motivo la Fondazione ha voluto sostenere il suo  restauro nella consapevolezza che il recupero del patrimonio culturale del territorio colpito da un evento tanto drammatico come il sisma del 2009, significa anche ritrovare la memoria e l’identità di una comunità. La riapertura di questa porta urbica, che è la più importante e monumentale fra tutte quelle della medievale cinta muraria, segna un passo deciso verso il tanto auspicato ritorno alla normalità. Il restauroconclude Marotta - effettuato dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Abruzzo ci restituisce un’opera che nell’immaginario collettivo è sempre stata il punto d’approdo, l’arrivo in città e sicuramente il benvenuto migliore”.

Porta Napoli detta anche Porta San Ferdinando in onore di Ferdinando II delle Due Sicilie, fu ricostruita nel 1820 su impianto di una precedente porta urbica, probabilmente rinascimentale, ed utilizzando il materiale di risulta della chiesa di San Lorenzo dé Porcinari demolita nel 1811 per consentire le realizzazioni infrastrutturali e urbanistiche del periodo. “Il restauro e riapertura di Porta Napoli – spiega il Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Abruzzo Fabrizio Magani - segna nel difficile percorso di ricostruzione dell’Aquila, un momento di grande importanza e non solo perché si restituisce alla città uno dei suoi  ingressi principali.  Porta Napoli  si inserisce, infatti, in un complesso sistema difensivo progettato e realizzato in contemporanea con la fondazione della “città nova” ed è certamente un elemento caratterizzante ancora oggi della forma urbana e per questo al centro di un bel progetto di recupero che l’amministrazione dei beni culturali in Abruzzo sta sostenendo. Così non è di secondaria importanza il recupero di queste emergenze che con lungimiranza la Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila ha voluto sostenere finanziando l’intervento di restauro di Porta Napoli”.
 
L’intervento di recupero di Porta Napoli ha avuto come progettisti l’Ing. Giacomo Di Marco e l’Arch. Giuseppe Chiarizia, è stato seguito dai funzionari e tecnici della Direzione Regionale per i Beni Culturali e  Paesaggistici dell’Abruzzo e della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici per l’Abruzzo Arch. Marcello Marchetti e geom. Giuseppe Scarsella. I lavori di recupero sono stati eseguiti dal Consorzio Stabile AbruzzoLavori.

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