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Lunedì, 08 Aprile 2013 14:49

La Fondazione Carispaq pubblica La Storia de Sancto Grisedio

Dopo 520 anni torna all’Aquila  un poema in volgare pubblicato da Eusanio della Stella nel 1493.

E’ stato presentato presso l’Auditorium della Carispaq dell’Aquila il VII volume della Collana Tesori Tipografici Aquilani edita dalla Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila. Si tratta della ristampa anastatica della Storia de Sancto Grisedio, romanzo stampato all’Aquila nel 1493 da Eusanio della Stella, che torna in città dopo che per 520 anni se ne erano perse le tracce. Narra l’incredibile storia di un personaggio  inventato, finito nel fuoco eterno e resuscitato da Papa Gregorio IX per aver costruito un ponte che aiutò la corte papale ad attraversare un grande fiume. Tra alterne vicende si snoda la storia di questo Sancto Grisedio che, tornato sulla terra, vivrà solo per meritare la santità. Il poema, scritto in ottava rima, descrive le tremende pene dell’Inferno e del Purgatorio per invitare i credenti ad evitarle con una vita di preghiera e mortificazione. L’unico esemplare di questo incunabolo aquilano fu finanziato da un farmacista della Città, messer Iacobantonio, e fu donato dal figlio di Cristoforo Colombo, Don Fernando Colòn collezionista di libri rari, alla Biblioteca Capitolare Colombina di Siviglia da dove ora torna all’Aquila. “La Fondazione Carispaqspiega il Presidente Roberto Marottacoltivava da tempo la speranza di poter inserire nella sua Collana di riproduzioni anastatiche questa opera, una delle prime uscite dai  torchi delle tipografie aquilane del XV e soprattutto una delle più rare e misteriose”.

Alla presentazione di oggi, oltre al Presidente Marotta, hanno partecipato il Direttore del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università dell’Aquila Alfio Signorelli, i docenti dell’ateneo aquilano Francesco Avolio e Liliana Biondi e i curatori della ristampa anastatica Gaetano Sabatini, docente presso l’Università Roma Tre e Walter Capezzali curatore anche della collana Tesori Tipografici Aquilani “Con questa operaha spiegato Capezzalitorna all’Aquila un libro dato per scomparso dagli studiosi aquilani che oggi si presenta nella sua riproduzione come sempre accompagnata da un volume di sussidio documentario ed illustrativo per meglio comprenderne l’importanza. Un libro che testimonia anche l’alta qualità raggiunta dalle tipografie aquilane, tra cui quella di Eusanio della Stella, a soli undici anni dall’esordio in città della stampa a caratteri mobili (1482) con il tipografo Adam di Rottweil”.

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